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Approfondimenti statistici

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LA STRUTTURA DEL SISTEMA INDUSTRIALE MANIFATTURIERO ITALIANO: SETTORI E IMPRESE

Marco Fortis e Monica Carminati - giugno 2009

Nell'INDUSTRIA l'Italia è seconda solo alla Germania per valore aggiunto industriale e per occupazione nel settore manifatturiero in Europa, mentre per quanto riguarda il surplus commerciale complessivo con l'estero per i prodotti manufatti nel 2008 il nostro Paese ha toccato un nuovo record storico, sfiorando i 62 miliardi di euro. Le "4 A", in particolare, che rappresentano i settori cardine dell'industria manifatturiera italiana (Abbigliamento- moda, Alimentari-vini, Arredo-casa, Automazione-meccanica-gomma-plastica), sempre nel 2008 hanno generato un surplus commerciale con l'estero di circa 116 miliardi di euro, compensando in grandissima parte il deficit energetico e quello degli "altri settori", prevalentemente della chimica. Tali importanti risultati sono stati conseguiti nonostante il ridotto numero del nostro Paese non solo di grandi gruppi, ma anche di grandi imprese. Nella classifica 2008 delle prime 500 società  del mondo per fatturato stilata dalla rivista "Fortune" figurano, infatti, soltanto 10 gruppi italiani (di cui solo 2 manifatturieri, la Fiat e la Finmeccanica), mentre, per un confronto, la Germania ne annovera ben 37 (di cui 17 manifatturieri) e la "piccola" Svizzera ne conta 14 (di cui 4 manifatturieri). Il nostro Paese può invece contare su un numero straordinario di piccole e medie imprese (sono 514.000 le imprese manifatturiere italiane secondo i dati Eurostat relativi al 2006), ma anche su quello che l'Ufficio Studi di Mediobanca ed altri autori hanno definito con l'espressione Quarto Capitalismo, intendendo con ciò quell'aggregato di oltre 4.900 impese medio-grandi e medie manifatturiere che si colloca come un "cuscinetto" tra i grandi gruppi (aventi un fatturato superiore ai 3 miliardi di euro) e la moltitudine delle piccole imprese (quelle con meno di 50 addetti e con un fatturato inferiore ai 13 milioni di euro). In particolare, da una analisi condotta dalla Fondazione Edison è emerso che in Italia sono presenti 30 Grandi Pilastri, ossia grandi gruppi con fatturati superiori ai 3 miliardi di euro, di cui 13 sono manifatturieri (i due più importanti sono Fiat e Finmeccanica), 15 sono non manifatturieri (i principali sono gli ex monopolisti Eni, Enel e Telecom Italia) e 2 possono considerarsi gruppi "misti", in quanto pur essendo preponderante l'attività  non manifatturiera incorporano anche importanti società  manifatturiere (Ragione di Gilberto Benetton e Cofide). Mediobanca ha invece calcolato che le imprese medio-grandi (ossia quelle con più di 500 dipendenti e un fatturato compreso tra 290 milioni e 3 miliardi di euro), e definite dalla Fondazione Edison come i Pilastri del sistema economico italiano, sono all'incirca 600; mentre 4.345 sono le Colonne, ossia le imprese di medie dimensioni (con un numero di dipendenti compreso nell'intervallo 50-499 dipendenti e un valore del fatturato tra 13 e 290 milioni di euro).
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