News

THE ITALIAN ECONOMY IN THE G7 OUTLOOK. A world leading country in manufacturing, technology, agriculture and tourism

La Fondazione Edison, in occasione della presidenza italiana del G7, ha elaborato in collaborazione con il CRANEC dell’Università Cattolica, un fascicolo di statistiche che illustra i progressi dell’economia italiana avvenuti negli ultimi dieci anni, sia prima sia dopo la pandemia.

Foto solo viso Fortis

Italia: un grande Paese con una grande industria

I PUNTI DI FORZA E I PROGRESSI DELL’ECONOMIA ITALIANA NEGLI ULTIMI 10 ANNI

di Marco Fortis

La Fondazione Edison, in occasione della presidenza italiana del G7, ha elaborato in collaborazione con il CRANEC dell’Università Cattolica, un fascicolo di statistiche che illustra i progressi dell’economia italiana avvenuti negli ultimi dieci anni, sia prima sia dopo la pandemia. A tale fascicolo, che segue quello preparato in occasione della presidenza italiana del G20 nel 2021, ho lavorato personalmente nella fase di ideazione e realizzazione con il supporto di Andrea Sartori, Stefano Corradini, Monica Carminati e Manuela Mazzoni.

Già tra il 2014 e il 2017 il ciclo economico italiano si era ripreso significativamente. La ripresa dell’economia italiana dopo il Covid-19 è stata poi una delle più forti tra le economie del G7, in termini di crescita sia del PIL totale sia del PIL pro capite rispetto ai livelli precrisi. L’occupazione ha fatto registrare una crescita impetuosa, soprattutto dei posti di lavoro a tempo indeterminato, il tasso di occupazione dell’Italia ha toccato un massimo storico e il tasso di disoccupazione è sceso sotto i livelli della Francia. L’inflazione è attualmente la più bassa tra i Paesi del G7.

La competitività dell’export italiano è aumentata sensibilmente, grazie anche al poderoso ciclo di investimenti in macchinari e nuove tecnologie stimolato dal Piano Industria 4.0. L’industria italiana è oggi una delle più robotizzate al mondo, specie nei suoi settori di maggiore specializzazione internazionale.

Nel 2023 l’Italia è diventato il quinto esportatore mondiale (escludendo i Paesi Bassi, il cui export è per la maggior parte costituito da merci in puro transito), superando la Corea del Sud. I settori di punta del made in Italy hanno conseguito nel 2023 un surplus commerciale di oltre 200 miliardi di dollari. La crescita dell’Italia nell’export alimentare, farmaceutico, dei macchinari per l’industria, del lusso e del design, della nautica e della cantieristica negli ultimi anni è stata impetuosa.

L’Italia ha altresì consolidato la sua posizione tra le potenze mondiali ed europee del turismo (è il Paese dell’Unione Europea più visitato da turisti provenienti dagli altri continenti) e dell’agricoltura (è leader in Europa nelle produzioni cerealicole ed ortofrutticole legate alla dieta mediterranea e nella produzione di uva).

Inoltre, nonostante la catastrofe della pandemia e gli intensi sforzi pubblici attuati da tutti i Paesi per contrastarne gli effetti, il rapporto debito/PIL dell’Italia è quello cresciuto di meno nel 2020-2023 tra le economie del G7.

Nonostante l’elevato rapporto debito/PIL, che va certamente ridotto con un percorso che combini in modo equilibrato crescita e rigore, la sostenibilità del debito pubblico italiano è garantita da una capacità di autofinanziamento interna tra le più alte al mondo, data la notevole ricchezza finanziaria interna privata. La quota di debito pubblico dell’Italia finanziata da investitori stranieri è relativamente bassa (25,4%), inferiore a quella di Stati Uniti (26,2%), Germania (40,8%) e Francia (45,3%).

Negli ultimi quattro anni (2020-2023) l’aumento del valore dei titoli di debito pubblico italiano in circolazione (rispetto al 2019), pari a +372,2 miliardi di euro, è stato più che coperto dalla crescita dell’ammontare dei titoli pubblici in mano a investitori italiani esclusa la Banca d’Italia.

Mentre la posizione finanziaria netta estera dell’Italia è ormai strutturalmente positiva, con un valore pari al 7,4% del PIL a fine 2023, il che significa che l’Italia è un creditore netto verso il resto del mondo, unico tra i grandi Paesi mediterranei, che hanno invece posizioni estere nette negative: Francia (-29,4%), Spagna (-52,8%), Portogallo (-72,5%), Grecia (-140,5%).

Secondo il Fondo Monetario Internazionale, nel 2023 la graduatoria della posizione finanziaria netta estera dei Paesi del G7 era la seguente (in miliardi di dollari): Giappone 3.438; Germania 3.205; Canada 1.265; Italia 171; Francia -911; Regno Unito -1.050; Stati Uniti -19.678.

 

Download del rapporto

Copertina rapporto